Ieri Kronospan ha celebrato la posa del primo pilastro del nuovo stabilimento di San Vito al Tagliamento nella zona industriale di Ponte Rosso. Un investimento da 300 milioni di euro che porterà all'assunzione di 210 dipendenti. La produzione quella di pannelli truciolari destinata al settore dell'arredamento. Kronospan conta una quarantina di siti produttivi nel mondo. L'azienda austriaca, nata nel 1897 nel salisburghese oggi è leader mondiale anche nella produzione di laminati e resine. Un'azienda, attentissima all'ambiente e alla sostenibilità, che per il trasporto della materia prima ai siti produttivi utilizza sette navi e 25 locomotive con oltre 900 vagoni di proprietà. Nel nuovo stabilimento la ferrovia entrerà direttamente all'interno del fabbricato per un totale di 3,6 chilometri di binari a disposizione della logistica. Il sistema del sito sarà basato su un'economia circolare, dalla raccolta delle polveri del legno alla nobilitazione. Ci sono volute 28 cause legali con sentenze di rigetto di ricorsi a Tar e Consiglio di Stato. Perchè un'azienda così virtuosa, sostenibile e capace di dare centinaia di posti di lavoro in aggiunta a quelli che già fornisce è stata tanto ostacolata rispetto a molti siti industriali meno green? Una regia nemmeno tanto nascosta di un gruppo di persone celate dietro a fantomatici comitati ambientalisti diventati al momento opportuno liste elettorali a sostegno dell'attuale sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava. La prova del nove è stata proprio ieri mattina, quando alla cerimonia della posa della prima pietra, davanti a decine di sindaci del territorio, da Casarsa della Delizia a Spilimbergo, il presidente del consiglio regionale Mauro Bordin, il vice ministro all'ambiente Vannia Gava, il presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, Walter Rizzetto, l'assessore regionale alle infrastrutture Cristina Amirante, i consiglieri regionali Orsola Costanza e Markus Maurmair, la diretta videotelefonica con il governatore Massimiliano Fedriga, il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti e numerosi imprenditori, il sindaco Alberto Bernava non si è presentato, adducendo come giustificazione un “suo imbarazzo personale” dopo tante battaglie contro. Ma un sindaco, non dovrebbe rappresentare tutta la comunità e, soprattutto, il suo lauto stipendio non è frutto di soldi pubblici senza distinzione di tessere di partito?







