Fra i dirigenti del Mondo al Contrario non ci sono più dubbi: Vannacci non mangerà la colomba pasquale assieme a Matteo Salvini. Ormai è tutto pronto: simbolo, nome e persino copertura finanziaria. “Salvini - sarebbe l'accusa di Vannacci - non ha mantenuto fede alle sue promesse: avrebbe dovuto permettere ai tesserati del MAC di diventare subito leghisti con elettorato attivo e passivo nel partito e avrebbe dovuto completare la vice segreteria del generale con delle deleghe uniche e pesanti”. Così per il 16 febbraio Roberto Vannacci ha indetto una videocall con il suo direttivo per dettare le mosse conseguenti alla fuoriuscita dalla Lega. Perchè attendere il 16 febbraio? Probabilmente perchè ci sono degli accordi e dei patti fra Salvini e Vannacci che nessuno dei due vuole fare emergere pubblicamente. Aldo Grandi nato a Livorno nel 1961 vive e lavora a Lucca dove è editore e direttore responsabile di quattro quotidiani on line (La Gazzetta di Lucca, La Gazzetta di Viareggio, La Gazzetta del Serchio, La Gazzetta di Massa e Carrara), considerato uno dei ghostwriter di Vannacci, scrive: "Se conosciamo a sufficienza Roberto Vannacci, sappiamo bene che si tratta di un uomo che non accetta di mettere in discussione i principi in cui crede. L'avventura di Vannacci all'interno della Lega è cominciata bene, almeno per lui, ma è andata avanti nel peggiore dei modi visto che molti esponenti del partito di Salvini lo hanno attaccato e criticato in maniera feroce. E non ci risulta che il segretario federale Salvini abbia fatto chissà cosa per sostenerlo. La sensazione è che Vannacci, nella Lega, si trovi come se fosse caduto nelle sabbie mobili dalle quali non soltanto non riesce ad emergere, ma nemmeno a muoversi nonostante i ripetuti tentativi di uscirne. Chi non mi ama non mi merita: potrebbe essere questo uno slogan adatto al momento ed è indubbio che il generale si senta scarsamente considerato oltre a constatare che le sue idee mal si accoppiano con quelle della Lega a cominciare dagli aiuti all'Ucraina. Vannacci sa bene che il rischio, continuando a militare nella Lega, è di trovarsi sempre più emarginato. Non solamente. Ci sono tutti i fedeli del Mondo al contrario che non sopportano i partiti politici e chiedono maggiore decisionismo e meno ipocrisia. Se Vannacci vuole veder rinnovare le tessere della sua associazione, non può non tenere conto dei motivi che hanno spinto migliaia di persone a sottoscriverle. Fatta questa premessa, possiamo tranquillamente annunciare che Roberto Vannacci è pronto al lancio lui che di lanci, ben più arditi, ne ha fatti durante le sue missioni. Sono in tanti che lo aspettano considerandolo un vero anzi, l'unico punto di rottura che può raddrizzare un Paese che altri non è se non uno stivale allo sfascio. Anche il partito Fratelli d'Italia ha dimostrato di avere più a cuore le chiappe e le poltrone che non gli interessi nazionali mentre Vannacci, se vuol vincere, basta che continui a ispirare la propria azione al buonsenso, quel buonsenso sorto quando uscì il suo primo libro e che gli italiani si augurano arrivi presto il più in alto possibile. Noi compresi". Intanto, uno degli uomini più vicini all'eurodeputato è pronto a giurare che alle prossime politiche Roberto Vannacci sarà candidato perchè la politica si fa a Roma e non a Bruxelles e molto probabilmente lo farà come capolista nazionale di un suo movimento. A far parte del nuovo partito di Vannacci ci saranno tutte quelle sigle locali e nazionali di movimenti di estrema destra che da soli non trovano possibilità di emergere. Negli ultimi eventi l'ordine è stato quello di non pubblicare il simbolo della Lega su locandine e manifesti. Intanto in Friuli Venezia Giulia Vannacci arriverà il 20 febbraio a Prata di Pordenone per accogliere, fra i tanti, i fuoriusciti dalle sezioni leghiste di Gemona e Martignacco e dal circolo di Fratelli di Italia di San Daniele.




