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SHOWGROUP SRL: UN FALLIMENTO DI DUE MILIONI DI EURO CON I SALUTI DI ENRICO ACCETTOLA

2026-02-03 14:30

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SHOWGROUP SRL: UN FALLIMENTO DI DUE MILIONI DI EURO CON I SALUTI DI ENRICO ACCETTOLA

ANNA MARESCHI DANIELI, MARCO DI GIUSTO E ALTRI 40 SOCI DELIBERANO UN'AZIONE DI RESPONSABILITA' NEI CONFRONTI DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO

(PARTE UNO) Era il febbraio del 2024 quando Milano Finanza e stampa locale pubblicavano la seguente notizia: "La regina dell’impiantistica e il creatore di un colosso del casual dining fanno società per diventare terzi azionisti della Showgroup di Udine, marketplace d’eventi fondato da Enrico Accettola, Francesco Mangon e Elisabetta Molino. A seguito della chiusura di un aumento di capitale in due tranche con l’emissione di diverse categorie di titoli, s’è delineato il nuovo libro soci di Showgroup che vede la Eac Holding di Accattola diluita al 37,9% seguita da Magon con il 22,9%. Terzo socio è diventata Amdg, newco costituita con quote paritetiche da Anna Mareschi Danieli e dalla Camelot Holding che fa riferimento a Marco Di Giusto.

La Mareschi Danieli, fra l’altro all'epoca vicepresidente di Confindustria Udine e neo presidente di Confindustria Slovenia, è socia rilevante con i fratelli Giacomo e Michele della quotata Danieli, attiva nell’impiantistica. Classe 1965, Di Giusto è un imprenditore friulano fondatore di Compagnia Generale Ristorazione, leader italiana nello sviluppo di ristoranti multietnici a gestione diretta o in franchising. Sotto un unico comune denominatore ha saputo creare un colosso, punto di riferimento italiano nel casual dining, a oggi proprietario di brand popolari al grande pubblico come Old Wild West, America Graffiti, Temakinho, Shi’s e Pizzikotto, e con oltre 350 esercizi in Europa. A libro soci di Showgroup, Molino è presente con il 9% mentre, fra gli altri, col 3,3% figura la Cafè de Paris srl della famiglia Myakawa.La piattaforma Showgroup.it consente di realizzare qualsiasi evento semplificando l’iter della sua organizzazione e dimezzando tempi e costi perché mette in comunicazione gli operatori del settore intrattenimento senza intermediari, si rivolge a tre macrocategorie di utenti: privati, aziende ed enti amministrativi. Sul portale è possibile trovare e contattare artisti, operatori e location, suddivisi in 52 sottocategorie. Showgroup opera in un mercato da circa 10 miliardi e l’Italia, quando si parla di eventi, non solo è primo Paese d’Europa ma detiene circa il 6% del mercato mondiale. Nei prossimi 10 anni, inoltre, è previsto un raddoppio del mercato globale".

 

Attualmente la sede della Showgroup srl è a Udine in Vicolo Gorgo 8; presidente del consiglio di amministrazione è Enrico Accettola, consigliere Enrico Sticotti. Fra i soci minori appaiono una cinquantina di noti udinesi, molti della cosiddetta Udine Bene. 

 

Negli ultimi due anni Showgroup Srl raccoglie circa 2 milioni di euro, prevalentemente tramite equity crowdfunding, coinvolgendo circa 50 sottoscrittori retail, oltre ad alcuni investitori locali di primissimo piano. Tuttavia, oggi, Showgroup Srl è in liquidazione (depositata il 24/12/2025 e pubblicata il 7 gennaio 2026). 

Il dato rilevante non è solo che l'operazione sia fallita, ma come è fallita, nonostante i soci che sembravano rappresentare una garanzia. I circa 2 milioni di euro non hanno generato un'azienda oggi valorizzabile e sono stati interamente assorbiti dalla gestione.

Dai bilanci pubblici risulta che tra patrimonio netto e disponibilità liquide sono stati bruciati circa 2 milioni di euro in 24 mesi; nel solo 2024 la società ha registrato una perdita superiore a 1 milioni di euro con ricavi molto contenuti rispetto ai costi.

Parallelamente alla raccolta di capitali , effettuata attraverso la piattaforma di crowdfunding “Mamacrowd”, all'interno della società emergeva una situazione di forte criticità.

Esiste infatti un verbale assembleare notarile in cui i soci deliberano formalmente un'azione di responsabilità nei confronti dell'amministratore delegato.

Nel verbale si fa chiaro riferimento a mancanza di chiarezza nei rapporti contrattuali, utilizzo promiscuo di account e strumenti aziendali, contratti oggetto di contestazione, conflitti interni particolarmente accentuati. Si tratta di un documento ufficiale che attesta come le stesse compagini sociali ritenessero problematica la gestione della società, mentre la raccolta di capitali era ancora in corso.

Particolarmente delicata è la questione del crowdfunding: circa 50 investitori reatail hanno perso integralmente il capitale investito, in un'operazione che ha coinvolto anche alcuni imprenditori locali di rilievo.

 

La domanda che si sono fatti alcuni investitori è la seguente:

tutte queste criticità erano note a tutti gli investitori al momento della sottoscrizione?

Se così non fosse il caso Showgroup non rappresenterebbe solo un fallimento imprenditoriale, ma un serio problema di trasparenza informativa verso il mercato.

 

Infine, il default di Showgroup non si esaurisce nella società stessa. Showgroup Srl aveva accesso a un finanziamento bancario garantito dal Fondo MCC (Mediocredito centrale), una garanzia pubblica che comporta istruttorie, verifiche e potenziali conseguenze sull'intero perimetro del gruppo. 

Il suo fallimento produce quindi un effetto domino anche sul gruppo di controllo, sotto il profilo bancario, finanziario e reputazionale. 

Ma c'è dell'altro, ancora peggio (CONTINUA)

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