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A BREVE SAPREMO SE DE TONI SI CANDIDERA' GOVERNATORE O SI RITIRERA' DALLA SCENA POLITICA

2026-09-26 18:40

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A BREVE SAPREMO SE DE TONI SI CANDIDERA' GOVERNATORE O SI RITIRERA' DALLA SCENA POLITICA

L'EX RETTORE POTREBBE LASCIARE IL COMUNE PER LA REGIONE; MA COSA FARA' IN CASO DI RINVIO A GIUDIZIO?

È andata in scena, giorni fa, in camera di consiglio l'udienza sul caso di presunta corruzione elettorale, che coinvolge il sindaco Alberto Felice De Toni, il consigliere comunale Stefano Salmè e sua moglie Daniela Perissutti, attualmente vicepresidente del Cda di Arriva Udine, dopo che i firmatari di un esposto del 2024 (che ipotizzava un presunto patto segreto pre-elettorale fra Salmè e De Toni) si sono opposti alla richiesta di archiviazione presentata dal Pm.
All'esito della discussione (che risulta sia stata intensa), il Gip Camilla De Anna si è riservata la decisione: avrà 90 giorni di tempo per definire la linea da seguire, dopo aver sciolto la riserva. Il ventaglio delle possibilità a questo punto è abbastanza vario: il giudice potrebbe mandare definitivamente il caso in archivio (va ricordato che questa è la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla pubblica accusa, sul medesimo esposto), oppure chiedere nuove indagini, dando al pm un termine per farle svolgere, o anche, in via ipotetica, procedere con un'eventuale imputazione coatta. Come si ricorderà, l'attuale vicenda giudiziaria è nata dopo un esposto presentato il 6 giugno 2024 da 12 componenti della minoranza di centrodestra in Comune (Salmè escluso), che avevano posto all'attenzione della magistratura due filoni distinti: da un lato, il tema dell'accordo pubblico pre-ballottaggio fra De Toni e Ivano Marchiol, dall'altro l'ipotesi di un possibile patto occulto fra l'ex rettore e Salmè.

Nella tesi, del tutto ipotetica, dei firmatari dell'esposto, Salmè si sarebbe impegnato a dare indicazione di astensione al voto per il ballottaggio 2023, favorendo in questo modo De Toni e avrebbe ottenuto in cambio per sé la presidenza della Commissione Statuto e per sua moglie la nomina a vicepresidente di Arriva Udine. Il Pm aveva formulato richiesta di archiviazione, ritenendo che non fossero ravvisabili condotte penalmente rilevanti.

Per il filone sul patto De Toni-Marchiol il 6 agosto 2025 il Gip Roberta Sara Paviotti aveva disposto l'archiviazione. Ma nello stesso decreto, il giudice aveva ritenuto invece che l'ipotizzato accordo occulto con cui Salmé si sarebbe impegnato a dare ai suoi elettori l'indicazione di astenersi al ballottaggio, in cambio della nomina di sua moglie come vicepresidente della partecipata, potesse integrare «perfettamente, ove provato, la condotta ipotizzata nella norma incriminatrice». Per questo, l'allora gip Paviotti aveva ordinato di restituire al Pm gli atti sulla presunta intesa De Toni-Salmé. A maggio scorso la pubblica accusa aveva depositato una richiesta di archiviazione per De Toni, Salmè e Perissutti. Ma i firmatari dell'esposto si erano opposti.

 

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