(PARTE UNO) - La sentenza del Consiglio di Stato in merito al ricorso proposto dalla Regione Fvg contro l'Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti dell'Asp Moro, secondo molti giuristi da noi interpellati, lascia pochissimi dubbi: la nomina dell'allora Commissario Salvatore Guarneri è da considerarsi nulla e le conseguenze sugli atti firmati da lui sono facilmente immaginabili. Tuttavia siamo voluti andare più a fondo con la nostra inchiesta individuando una lunga serie di anomalie e di responsabilità che svilupperemo nei vari post in questo periodo, aggiornando il blog più volte al giorno. Balza subito agli occhi che, sulla pagina della trasparenza dell'Asp Moro, a differenza dei vari presidenti non compare alcuna dichiarazione di possibili inconferibilità e/o incompatibilità o meno del commissario; dichiarazione, invece, che firma ai tempi dell'accettazione di incarico nella SocialTeam srl (vedi foto B e foto C). Tuttavia la prima grande violazione appare con la delibera commissariale di acquisto del 27/07/2022 del 5% delle quote societarie della Socialteam Srl (vedi foto A) per un controvalore determinato in 7.571,25 euro firmata proprio dal commissario Salvatore Guarneri (anche Amministratore Unico della Socialteam Srl) e controfirmato dalla responsabile alle pubblicazioni, successivamente all'anticorruzione, Barbara Duriavig, da lui chiamata a lavorare in Asp Moro. Una figura ricorrente che incontreremo spesso in queste nostre analisi, è quella del revisore dei conti, Davide Scaglia (foto D); personaggio di spicco regionale della Lega Nord per Salvini, revisore dei conti contemporaneamente per l'Asp Moro, per l'Asp di Latisana, per l'Asp di Cordenons e per la SocialTeam Srl, oltre che di numerose altre società pubbliche. Intanto dagli uffici dell'ordine dei Commercialisti ci segnalano la presunta incompatibilità e l'assoluta inopportunità che un revisore dei conti faccia parte della società madre e della partecipata. (FINE PRIMA PARTE)




