L'unica cosa che viene legittimo pensare è che il centrodestra abbia intenzione di sacrificare ancora una volta il capoluogo del Friuli, ossia Udine, lasciandolo alle sinistre, così da far concentrare i pezzi migliori del Pd alle amministrative comunali (De Toni compreso) per poter, invece, vincere facile in Regione. Ma, se questa fosse l'infame strategia, non sarebbe poi tanto geniale. Alle porte ci sono anche le provinciali e i due comuni più importanti del Friuli, Udine e Codroipo, sono guidati dalla sinistra, come anche Tricesimo che potrebbe candidare il sindaco Giorgio Baiutti alla guida di Palazzo Belgrado. Da almeno 10 anni a Udine mancano politici di centrodestra carismatici, senza contare il vuoto pneumatico fra i banchi delle opposizioni comunali a Udine e Codroipo. Non è un caso se Forza Italia starebbe, in entrambe i comuni, stringendo l'occhiolino ai moderati del centrosinistra. Ma, se a Pordenone, con metodi non sempre condivisibili, i fratelli Ciriani, assieme a Cristina Amirante, Alessandro Basso, Emanuele Loperfido e Markus Maurmair sono riusciti ad okkupare letteralmente ogni poltrona con milizie patriote e la Lega con Marco Dreosto, Vannia Gava, Stefanno Zannier, Simone Polesello e Mara Piccin si sono spartiti il resto, a Udine e Codroipo (dove il vice presidente della giunta regionale Mario Anzil ha di fatto commissariato il circolo guidato da Andrea D'Antoni) sembra di passeggiare nella Bologna degli anni ‘80. La destra è riuscita nell’opera più difficile: far diventare sindaco Alberto Felice De Toni, soprannominato Tony Scalzo. Bene fa Tommaso Cerno a dividere il palco di Domenica In, fra Mara Venier, Teo Mammuccari ed Enzo Miccio e a festeggiare il suo 51°compleanno a Milano con l'amato marito Stefano Balloch assieme a Barbara D'Urso, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace e l’ex “papessa” Francesca Immacolata Chaouqui, mentre dal fronte della politica si è vista solo Licia Ronzulli, a conferma di un clima più da salotto televisivo che da retropalco parlamentare. Tuttavia attenzione a non ascoltare troppo i consigli di Cerno (a sua volta consigliato dall'ex senatore Ferruccio Saro) sulla politica locale, e i suoi endorsemenet, dove in vita sua non ne ha mai azzeccato una e questo lo ha portato ad avere una gran fortuna sul campo nazionale invece che regionale. Che il bravo direttore miri a piazzare all'ultimo minuto il marito Stefano Balloch (Fdi) a candidato governatore approfittando del veto reciproco delle due teste di serie, Luca Ciriani e Walter Rizzetto, fa parte di una certa strategia del fare e disfare di qualche residente a Martignacco. Quanto a Udine, Cerno, a fine cena dopo la visita del Ministro Nordio, probabilmente terminato l'ultimo calice di bollicine, ha suggerito al suo fedele collega, prima del Messaggero Veneto e poi de L'Identità, Domenico Pecile, di fare il nome della nea coordinatrice cittadina di Fdi, Ester Soramel (legata all'ex assessore regionale della giunta Illy, Enrico Bertossi), a candidato sindaco di Udine nonostante i suoi trascorsi fra le fila del centrosinistra e la sua volontà fino all'ultimo di sostenere la candidatura a sindaco, nella scorsa tornata amministrativa, dell'attuale vice sindaco (PD) Alessandro Venanzi. Poco utili, anzi per nulla, le serate friulane di Cerno con i ministri Carlo Nordio e Alessandro Giuli che invece di utilizzarli per coinvolgere iscritti ed elettori monopolizza la loro presenza rigorosamente con i soliti amichetti.






