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IL TAR DELLA LOMBARDIA ACCOGLIE IL RICORSO DELL'ORDINE DEI MEDICI E BOCCIA LA SCORCIATOIA REGIONALE SUL RICONO

2026-02-02 20:25

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IL TAR DELLA LOMBARDIA ACCOGLIE IL RICORSO DELL'ORDINE DEI MEDICI E BOCCIA LA SCORCIATOIA REGIONALE SUL RICONOSCIMENTO TITOLI ESTERI

RIBADITO IL RUOLO DI GARANZIA DEGLI ORDINI: AL PRIMO POSTO LA TUTELA DELLA SALUTE, AFFERMATO IL VALORE DELLA FORMAZIONE

Stop alla scorciatoia prevista dalla Regione Lombardia per il reclutamento di medici e specialisti stranieri tramite un riconoscimento semplificato dei titoli conseguiti all’estero. Il Tar della Lombardia, con due sentenze “gemelle” nei contenuti e nelle conclusioni, ha infatti accolto i ricorsi della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la FNOMCeO, e dell’Ordine dei Medici di Milano, annullando la delibera con cui, dieci mesi fa, la Regione aveva introdotto una procedura molto semplificata per l’autorizzazione all’esercizio temporaneo in Italia, con titoli conseguiti all’estero, di una lista di specializzazioni mediche, poi ampliata con un successivo decreto dirigenziale.

 

E ciò per due motivi: sia il diritto degli iscritti agli Albi italiani a non subire una disparità di trattamento rispetto ai professionisti esteri; sia, soprattutto, l’interesse della collettività a non essere esposta all’esercizio dell’arte medica da parte di soggetti “potenzialmente non qualificati”. 

 

Secondo il Tar, la Regione Lombardia ha male esercitato il potere che la legge le ha concesso, permettendo l’esercizio della professione a prescindere dalle verifiche attitudinali, di competenza e di capacità sostanziali, previste dalla normativa nazionale, che risultano irrinunciabili ai fini della tutela del valore fondamentale della salute di cui all’articolo 32 della Costituzione.

 

“La sentenza – commenta il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli – mette al primo posto la tutela della salute dei cittadini, in quanto afferma in maniera esplicita il valore della formazione professionale quale presupposto dell’assistenza sanitaria. In particolare, si afferma che la deroga prevista dalla legge riguarda le procedure amministrative mentre restano impregiudicati i requisiti fissati dalle norme europee e nazionali per poter esercitare una professione sanitaria in Italia. Questo, dicono i giudici, a garanzia della idonea tutela della salute e della qualità delle prestazioni sanitarie”.

“Le Regioni – spiega – sono tenute alla verifica del percorso formativo dei medici esteri in maniera derogatoria rispetto alle procedure ministeriali, ma non possono fare a meno di verificare la competenza dei medici da reclutare, in aderenza a quanto previsto a livello europeo dalla direttiva qualifiche”.

“In questo senso – aggiunge – il ruolo degli Ordini nel prevedere e realizzare un’uniformità di comportamento dei professionisti, sia sul piano deontologico che su quello formativo, attraverso la formazione continua, viene ulteriormente valorizzato”.

“Vince la tutela della salute – commenta il presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri Andrea Senna – e viene ribadita la necessità, per garantire questo diritto, di un corretto esercizio della Professione. Corretto esercizio sul quale la FNOMCeO, come Ente sussidiario dello Stato, è tenuta a vigilare, come riconosciuto dai giudici del Tar Lombardia. Questa azione della FNOMCeO a tutela della salute collettiva si ricollega alle analoghe attività della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, che più volte e in sedi diverse ha rappresentato l’inapplicabilità della normativa sul riconoscimento in deroga agli Odontoiatri, per i quali non si riscontra peraltro nessuna carenza”.  

Dopo la sentenza del Tar che ha bocciato la Lombardia sulla procedura semplificata per riconoscere i titoli conseguiti all'estero dai medici stranieri, il presidente dell'OMCeO veneziano e vice nazionale Giovanni Leoni chiede anche al Veneto di «fare un passo indietro nell'interesse dei pazienti».

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