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GLI STRETTI LEGAMI FRA SALVATORE GUARNERI, CGIL E LA SINISTRA REGIONALE

2026-02-06 12:49

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GLI STRETTI LEGAMI FRA SALVATORE GUARNERI, CGIL E LA SINISTRA REGIONALE

UNA LETTERA DEL 2012 EVIDENZIA IL SILENZIO DELLA CGIL DI BELCI; LA SOCIETA' FRA GUARNERI E BRUNO ZVECH (CGIL - PD)

Nel 2012 alcuni esponenti di un movimento per la trasparenza e la legalità scrissero una serie di mail ai vertici della Cgil e di Rifondazione Comunista per capire come si spiegasse il loro silenzio prolungato davanti a un caso di presunta incompatibilità e cumulo di incarichi privato/pubblico (leggi di seguito). 

 

Dal 2016, Salvatore Guarneri era già socio anche di un'importante dirigente regionale della Cgil e consigliere regionale dei Ds, in una società triestina operante nel campo del sociale Eutonia Sanità e Salute: Bruno Zvech. Nel 2017 Debora Serracchiani (Pd) calò a sorpresa il nome di Bruno Zvech, nel consiglio di amministrazione dell'Itis, azienda pubblica di servizi alla persona di Trieste. La moglie di Zvech, Michela Flaborea, è presidente di Televita. Il 1° luglio 2016, presso la Sala Conferenze del Santaorio Triestino, lo ZSŠDI (Unione delle Associazioni sportive slovene in Italia) siglò un accordo con la rete di imprese cosituita da Sanatorio Triestino spa, Televita spa ed Eutonia Sanità e Salute srl, per garantire agli atleti delle 57 società aderenti servizi innovativi ed integrati nel campo della salute. Presenti all’importante accordo: il presidente dello ZSŠDI Ivan Peterlin, l'allora Presidente del Sanatorio Triestino Bruna Giamperlati, il Presidente di Televita Michela Flaborea e l’Amministratore delegato di Eutonia Salvatore Guarneri.

 

Egr. segretario generale CGIL Regione FVG

Dott. Franco Belci

Tel. 040.662003 - fax 040.768844

Udine, 12 gennaio 2012

 

Oggetto: La Quiete di Udine - la CGIL è per il cumulo delle ricchezze?

 

Scrivo a Lei quale segretario generale della CGIL per la regione Friuli Venezia Giulia.

Avevo letto a suo tempo nel Messaggero Veneto che il direttore generale della APSP Quiete di Udine è il medico Salvatore Guarneri (stipendio € 120.000). Al quale è stato conferito anche l’incarico di direttore sanitario (altri € 30.000) (non so se per risparmiare o per farlo guadagnare di più). Complessivamente si tratta di compensi superiori ai direttori generali delle ASS. Ho poi notato che è anche direttore sanitario della casa di cura Città di Udine. Come compito connesso con l’ufficio è liquidatore della Promoservice srl di proprietà de La Quiete. Il Guarneri è anche docente di igiene a Medicina ad Udine.

Quando ho letto i nomi dei consiglieri della Quiete ho avuto piacere nel leggere (poi però ho dovuto ricredermi) quello dell’avv. Luciana Criaco di Udine, presidente degli avvocati giuslavoristi, sindacalista CGIL, che è stata designata a quell’incarico dal Comune di Udine e da R.C.

Così il 19 dicembre ho telefonato alla Criaco, segnalando il fatto e ritenendo che sia la CGIL sia R.C. sono certamente contrarie ad un inopportuno (e probabilmente illegittimo) cumulo di attività lavorative. La situazione mi sembrava di incompatibilità in quanto, in base al contratto della sanità, applicato alla Quiete, un dipendente da ente pubblico non dovrebbe svolgere attività in struttura concorrente privata. Mi aveva risposto che avrebbe portato all’attenzione del c.d.a. il problema.

La legge prevede per i direttori generali delle ASS l’incompatibilità con il lavoro autonomo. So che la Quiete non è un’ASS, ma mi pare che il trattamento applicato dovrebbe essere lo stesso.

Il 30 dicembre ho telefonato alla Criaco per chiedere notizie. Ella ha voluto sapere chi ero, perché mi interessavo, in che veste, chi c’era dietro, qual era la finalità, ecc. cose alle quali ho risposto. Dopo di che ha affermato che avendo parlato con il presidente della Quiete Renzulli, avevano constatato che non c’erano incompatibilità di sorta e che tutto era a posto. In particolare mi ha detto che il Guarneri non ha un rapporto di lavoro, ma un incarico professionale. La risposta per una giuslavorista e sindacalista non sta in piedi in quando se Guarneri fosse libero professionista, non potrebbe essere posto a capo della struttura e quindi non potrebbe esercitare il necessario e connesso rapporto gerarchico. Recentemente gli è stato attribuito il compenso aggiuntivo per il raggiungimento degli obiettivi (cifra non indicata in delibera). Ciò conferma che è il direttore è un dipendente.

Probabilmente l’avvocatessa confonde il contratto di diritto privato (previsto dallo Statuto dell’APSP per l’incarico di direttore generale) con l’incarico professionale e ciò mi sembra piuttosto grave. Come ben si sa anche con contratto di diritto privato il lavoratore è dipendente e non diventa un libero professionista. Considerato che l’avv. Criaco non voleva sentir ragioni, le ho chiesto un colloquio nel quale avrei spiegato meglio la mia tesi, ma ha tagliato corto, sbrigativamente, la telefonata. E questi sono gli avvocati della CGIL (esperti in diritto del lavoro) nominati a gestire un ente pubblico?

Ma vorrei dire che anche se non ci fosse incompatibilità fra tutti questi ruoli, ci sarebbe una condizione di inopportunità: con tutti questi incarichi quante ore di lavoro dovrebbe effettuare il Guarneri? Ah, dimenticavo che i dirigenti non hanno un orario di lavoro, ma devono badare solo ai risultati!

Inoltre nel sito della Quiete alla voce trasparenza non esiste l’indicazione del trattamento economico del Guarneri, né come dirigente né come incarico professionale. Anche qui la legge viene violata. Il sito è carente di informazioni.

A me pare scandaloso che si consentano, soprattutto da parte di rappresentanti di partiti e sindacati di sinistra, situazioni simili. Devo arrivare alla conclusione che anche quelli della CGIL quando arrivano nella stanza dei bottoni trascurano di verificare se le leggi sono rispettate o di governare per la buona amministrazione?

Nell’inchiesta che sto effettuando ho constatato situazioni che a me sembrano scandalose, di direttori di APSP con più incarichi, cumulando stipendi dirigenziali (più alti di quelli della Regione). Spero che la CGIL sia contro questo cumulo e tuteli il lavoro anche di chi non ce l’ha. La Criaco si è messa dalla parte dei ricchi e di quelli che contano e comandano e ciò mi pare inconcepibile per una della CGIL. E poi un ente pubblico dovrebbe avere anche una gestione etica.

Da quando sono stati aboliti i Comitati di controllo, nessuno più vigila sugli enti locali. Non è possibile che esistano situazioni del genere.

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