E’ più che triplicato, nel 2025, il tesseramento a Forza Italia in Friuli-Venezia Giulia: gli iscritti sono passati da 1.200 a 4mila. Metà delle tessere sono state sottoscritte nella provincia di Udine e in paricolar modo nel Medio Friuli. Nonostante la percentuale molto più bassa di consenso di Forza Italia rispetto a Fratelli di Italia, nella campagna di tesseramento gli azzurri hanno massacrato qualunque altro partito politico.
Tuttavia secondo qualche illustre dirigente politico di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia qualcosa non torna e non è poi così difficile da dimostrare.
Molte tessere provengono dagli stessi nuclei famigliari dove ad innamorarsi improvvisamente di Tajani ci sono contemporameamente genitori, figli appena maggiorenni e venerandi nonni. Ma, cosa ancora più singolare è che non c'è solo una comunanza famiglaire ma in molti casi anche lavorativa, associazionistica e persino sindacale. Come dire che i calciatori dilettanti sono molto più attratti da Forza Italia di quanto lo siano i giocatori di pallacanestro o di pallavolo; come dire che alcune sigle sindacali, cosa piuttosto ovvia, sono molto più vicine a Forza Italia rispetto ad altre; come dire che il settore cooperativistico è molto più attratto, anche in assenza di partite iva, di quello industriale.
Ma, a far suonare il campanello d'allarme, sarebbe stata la certezza di una serie di scarabocchi molto simili come firme dei nuovi iscritti sui moduli di tesseramento assieme al fatto di essere stati tutti avvallati dallo stesso gruppo di soci presentatori. Non solo: una raccolta selvaggia di fotocopie di documenti di identità tutte altrettanto simili e la certezza di veri e propri “sponsor” che hanno pagato il tesseramento esentando gli iscritti dal versare la somma dovuta.
A pensare male si fa peccato ma ci si azzecca diceva un celebre politico: basta andare indietro di qualche settimana con la fine della campagna del tesseramento per ricordare un vero e proprio meeting azzurro, con tanto di bollicine, riservato ai pezzi grossi delle cooperative, delle case di riposo e non solo. E, se ancora non bastasse, ecco inoltrato alla redazione del Perbenista un messaggio whatsapp che certifica l'esistenza di questi reclutamenti di massa (coperti da una questione di privacy). Magia!



