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LA SINISTRA CONSEGNA IL PREMIO TERZANI AD UN DETENUTO SCAFISTA LIBICO

2026-05-10 17:15

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LA SINISTRA CONSEGNA IL PREMIO TERZANI AD UN DETENUTO SCAFISTA LIBICO

AD OGGI IN CARCERE CON UNA CONDANNA DEFINITIVA A 30 ANNI DI RECLUSIONE PER OMICIO PLURIMO E FAVOREGGIAMENTODELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Altro che Minetti...la sinistra udinese consegna il Premio Terzani allo scafista libico F. Hamad Abdelkarim: attualmente in carcere, (intervenuto ieri con l’autorizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo) con una condanna definitiva a trent’anni di reclusione per omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 

 

Dieci anni fa Alla F. Hamad Abdelkarim, conosciuto come Alaa Faraj, studiava ingegneria a Bengasi, nella Libia orientale, e sperava di diventare un calciatore professionista in Europa. In Libia era iniziata da quattro anni la guerra civile, scoppiata dopo la caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi. In quegli anni diversi ragazzi libici si imbarcarono in mare insieme a persone di moltissime altre nazionalità per cercare di raggiungere l’Italia.

 

Abdelkarim aveva 20 anni, quando riuscì a sbarcare a Catania. Oggi ne ha 31. Tutti questi anni li ha passati in un carcere a Palermo, con una condanna definitiva a trent’anni di reclusione per omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in concorso con altri. La giustizia italiana lo ha ritenuto uno dei cosiddetti “scafisti” di un’imbarcazione che il 15 agosto del 2015 fu soccorsa al largo della Sicilia: sopra c’erano 362 persone migranti, 49 delle quali furono trovate morte nella stiva.

 

Il 22 dicembre 2025 Abdelkarim ha ricevuto la grazia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme ad altre quattro persone. Nel suo caso la grazia è soltanto parziale, perché estingue solo una parte della sua pena: in teoria gli rimangono da scontare ancora più di nove anni in carcere, ma considerando gli sconti di pena dovuti alla buona condotta sono circa cinque, ha detto la sua avvocata. Per un reato che lui sostiene di non avere commesso, e che secondo diversi esperti di migrazione non punisce davvero le persone che organizzano il traffico di esseri umani.

 

 

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